CENTRO SPORTIVO ITALIANO - COMITATO DI FORLÌ
17 giugno 2020

lettera della Commissione Turismo Sport Tempo Libero al mondo della sport

lettera della Commissione Turismo Sport Tempo Libero al mondo della sport

Conferenza Episcopale dell'Emilia Romagna
Commissione regionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero

 

A tutte le associazioni sportive
A tutti gli operatori del mondo dello sport
A tutti gli sportivi

 

Cari amici
Il periodo di pandemia che tutti abbiamo vissuto è stato lungo, grigio ed avvilente. Solo ora che abbiamo ricominciato con prudenza ad uscire abbiamo capito il valore fondamentale del movimento e dello sport per la nostra salute psicofisica. Tutti, giovani e adulti, abbiamo compreso che riprendere l’attività motoria (anche da soli) ha un valore sociale e psicologico insostituibile. Non è solo una questione di mantenersi in forma, ma è prima una questione di relazioni. Il mondo della scuola in questi ultimi mesi ha dimostrato come la tecnologia sia stata utile a far ‘sopravvivere’ le relazioni: ma non è possibile assolutizzare l’apporto tecnologico nello sport. “La tecnologia, usata in modo ingenuo, tende a edificare una visione del mondo che assolutizza i valori utilitaristici e produttivistici a scapito dei valori costitutivi della vita umanamente intesa, come la gratuità, il dono, la prossimità”1. Per questo
pensiamo che sia utile concorrere al ripristino di quelle alleanze educative, fra cui soprattutto quella fra sport e scuola, che sono state penalizzate dalle mancanze delle relazioni. Se la didattica a distanza ha permesso di portare a termine l’anno scolastico, resta un ‘vulnus’ relazionale per una generazione di bambini e ragazzi che lo sport deve contribuire a colmare.
Tutti sentiamo il desiderio di ritornare a vedersi non in modo virtuale attraverso il PC, ma incrociando i nostri sguardi, sentendo il respiro e la voce dell’amico, anche se a distanza di sicurezza. Gesù stesso ci ha insegnato quanto sia importante stare vicini. ll verbo toccare è abbastanza frequente nei quattro vangeli: ricorre otto volte in Matteo, dodici in Marco, nove volte in Luca e una sola volta in Giovanni. Il verbo è utilizzato principalmente per parlare dell’attività taumaturgica di Gesù e per dimostrare l’affetto
all’amico, il Suo toccare è salvifico, che porta guarigione spirituale e materiale: Gesù che tocca il lebbroso (Mt 8,3), la suocera di Simone (Mc 1,31), l’emorroissa (Mc 5,30.31), il sordomuto (Mc 7,53), i ciechi (Matteo 9,29), il figlio morto della vedova di Nain (Lc 7,14), il servo del sommo sacerdote al quale riattacca l’orecchio destro (Lc 22,51). Gesù in tutta la sua predicazione più volte ha sottolineato il valore del corpo come dono di Dio. Ora con la fine della quarantena e il progressivo riavvio di una certa quotidianità, avvertiamo il bisogno di rivificare le membra e le relazioni. Fare movimento ridona speranza in particolare ai ragazzi, permette la riconquista di una fiducia persa in mesi di distanziamento sociale, perché ci si accorge di essere ancora capaci di correre, camminare, saltare.
1 C. Mazza, Lectio divina su Mc 8,14-21 al Convegno “Sport: Ritorno al Futuro”, un percorso di riflessione online sul futuro dello sport dopo la pandemia di Covid-19 (5 maggio 2020) Conferenza Episcopale dell'Emilia Romagna Commissione regionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero  A voi, amici del mondo dello sport, vogliamo far sentire la vicinanza della Chiesa, che dell’attività ludico-sportiva nei suoi oratori e attraverso le sue associazioni ha da sempre uno dei punti fondamentali di incontro e di educazione. Vogliamo offrirvi quello che abbiamo riscoperto in queste settimane: riprendiamo a fare sport con la consapevolezza che praticare attività sportiva non può ridursi al solo aspetto agonistico, ad una gara ma deve diventare uno stile di vita necessario. Muoversi ti permette ritrovare un benessere psicofisico che nessuna altra pratica riesce ad ottenere. Lo sport ha valore trasversale che parte dal cervello ed arriva al cuore, cioè coinvolge le nostre riflessioni per poi arrivare a coinvolgere le nostre passioni, tanto da trasmette messaggi positivi a tutti a getto continuo.
I centri estivi, inoltre, possono offrire le condizioni di tranquillità che potrebbero essere importanti per bambini e bambine più in difficoltà che a causa del prolungato periodo di lockdown potrebbero aver sviluppato diffidenze e paure oppure essersi rallentati nel processo di sviluppo motorio e/o relazionale.
L’esperienza dei centri estivi sarà un ottimo supporto per la riapertura a settembre delle scuole che necessariamente dovranno avvalersi di nuovi spazi, oltre alle consuete aule, per diminuire il numero di studenti per aula. Infatti gli spazi e gli operatori del terzo settore integrati con la struttura scolastica possono essere un ottimo strumento per garantire un servizio educativo e didattico di qualità.
Come cristiani possiamo dire che fare movimento diventa un modo come altri per ritrovare anche il proprio rapporto con il Signore Gesù, quello di cui abbiamo forse a volte dubitato in questo periodo scuro. Quando siamo contenti è più facile sentire la presenza di Dio nella nostra vita: ecco perché anche lo sport è un antidoto al disagio, poiché valorizza l’inclusione sociale, partecipa alla realizzazione di un buon welfare e lotta contro l’emarginazione e le differenze sociali.
Come parrocchie e associazioni non possiamo abbandonare il mondo dello sport: nei prossimi mesi ci saranno protocolli, regole da osservare e magari troveremo difficoltà nel riprendere rapporti umani con giovani e famiglie. Ma è qui che si vedrà la forza dello sport, di quella proposta educativa attraverso cui poter fare attività fisica o giochi di squadra sarà un altro dei tanti segni di un nuovo inizio: quello di una gara in cui tutti sono vincitori perché daranno il meglio di sé.


La Commissione Turismo e Sport della Conf. Episc. Emilia-Romagna